Indice della lezione
Lezione 1 · quaderno pp. 36-45
I postulati
Che cos'è uno stato, che cos'è una misura, con che probabilità esce un risultato e quando due grandezze si possono conoscere insieme. Un esempio concreto per ogni concetto: la polarizzazione di un fotone.
La mappa della lezione
La lezione sembra un elenco di definizioni, ma ha una struttura precisa. A p. 35 avevi scritto che la nuova teoria deve avere tre caratteristiche. Ognuno dei tre postulati serve a realizzarne una, e tutto il resto sono conseguenze.
0L'esempio che useremo per tutta la lezione
Negli appunti gli esempi sono astratti. Teniamo in mente un sistema concreto dall'inizio alla fine: la polarizzazione di un fotone. Secondo la mappa dei libri del vault, il Picasso ricava i postulati proprio da esperimenti di polarizzazione.
- Un fotone polarizzato orizzontalmente lo chiamiamo $|H\rangle$, uno polarizzato verticalmente $|V\rangle$.
- Un polarizzatore ruotato di un angolo $\theta$ lascia passare lo stato $|\theta\rangle = \cos\theta\,|H\rangle + \sin\theta\,|V\rangle$.
- Il fatto sperimentale è la legge di Malus: se mandi luce polarizzata $H$ su un polarizzatore a $\theta$, passa la frazione $\cos^2\theta$ dell'intensità.
- Con un fotone alla volta succede quello che succede con le fenditure di p. 34: ogni fotone o passa intero o non passa, e $\cos^2\theta$ diventa la probabilità che passi.
Lo spazio di Hilbert di questo sistema ha due dimensioni, quindi si fa tutto con matrici $2\times 2$. La struttura logica è identica a quella dell'elettrone nella doppia fenditura.
1Primo postulato: perché uno stato è un raggio (p. 36)
L'idea semplice. Due vettori che differiscono solo per un fattore complesso, come $|\psi\rangle$ e $-3i\,|\psi\rangle$, descrivono lo stesso fotone, perché nessun esperimento li distingue. Il raggio è l'insieme di tutti questi vettori fisicamente uguali.
Perché nessun esperimento li distingue. Le uniche cose misurabili sono probabilità, date dalla formula di Born (p. 42):
$$P(a|\psi) = \frac{|\langle a|\psi\rangle|^2}{\langle a|a\rangle\,\langle\psi|\psi\rangle}.$$Sostituiamo $\psi$ con $\alpha\psi$, dove $\alpha$ è un numero complesso diverso da zero.
- Il numeratore diventa $|\langle a|\alpha\psi\rangle|^2 = |\alpha|^2\,|\langle a|\psi\rangle|^2$, perché $\alpha$ esce dal prodotto scalare per linearità.
- Il denominatore diventa $\langle a|a\rangle\,\langle\alpha\psi|\alpha\psi\rangle = |\alpha|^2\,\langle a|a\rangle\langle\psi|\psi\rangle$.
- Il fattore $|\alpha|^2$ si semplifica e la probabilità resta identica.
Tutta la fisica dipende quindi solo dal raggio. Il vettore nullo va escluso perché darebbe $0/0$: non descrive nessuno stato.
Perché lo spazio proiettivo non è uno spazio di Hilbert. I raggi non si possono sommare. Prendi il raggio di $|H\rangle$ e quello di $|V\rangle$:
- sommando i rappresentanti $|H\rangle$ e $|V\rangle$ ottieni $|H\rangle + |V\rangle$, cioè la polarizzazione diagonale a $+45°$;
- sommando $|H\rangle$ e $-|V\rangle$, che rappresenta lo stesso raggio di $|V\rangle$, ottieni $|H\rangle - |V\rangle$, cioè la polarizzazione a $-45°$.
Un polarizzatore a $+45°$ lascia passare tutto il primo stato e niente del secondo: sono fisicamente diversi. La somma di due raggi quindi non è definita. Per questo nei conti si lavora con un rappresentante normalizzato, $\langle\psi|\psi\rangle = 1$, come alla fine di p. 36.
La lezione nascosta. Una fase globale non conta: $|\psi\rangle$ e $e^{i\varphi}|\psi\rangle$ sono lo stesso stato. Una fase relativa conta: $|H\rangle + |V\rangle$ e $|H\rangle - |V\rangle$ sono stati diversi. L'interferenza vive tutta nelle fasi relative.
2La cassetta degli attrezzi: quattro regole di Dirac (pp. 37-41)
Le dimostrazioni sembrano a scatti perché usano sempre le stesse quattro regole senza nominarle. Eccole, ciascuna con il suo esempio.
| Regola | Formula | Esempio |
|---|---|---|
| R1 · ket-bra = operatore | $(|\psi\rangle\langle\chi|)\,|\xi\rangle = |\psi\rangle\,\langle\chi|\xi\rangle$ (p. 39) | $|H\rangle\langle H|$ applicato a uno stato tiene solo la sua parte $H$ |
| R2 · complesso coniugato | $\langle\psi|A|\chi\rangle^* = \langle\chi|A^\dagger|\psi\rangle$ | È la definizione di aggiunto (p. 38) scritta con bra e ket |
| R3 · identità inserita | $\mathbb 1 = \sum_i |a_i\rangle\langle a_i|$, base ortonormale (p. 41) | $\mathbb 1 = |H\rangle\langle H| + |V\rangle\langle V|$ |
| R4 · decomposizione spettrale | $A = \sum_i a_i\,|a_i\rangle\langle a_i|$ (p. 41) | vedi sotto |
La R3 è il trucco che fa scorrere quasi tutte le dimostrazioni: dove serve una base, inserisci un $\mathbb 1$ scritto come somma di proiettori.
Il proiettore: l'ombra di un vettore
Nel testo uso $P_H = |H\rangle\langle H|$, ma la direzione $H$ non ha niente di speciale: è il caso con i conti più facili, cioè un polarizzatore a $0°$. Qualsiasi direzione $\theta$ dà un proiettore, $P_\theta = |\theta\rangle\langle\theta|$, e tutto quello che segue vale per ogni $\theta$.
L'idea semplice. Un bastone piantato storto, con il sole a picco: la sua ombra a terra è la proiezione del bastone sul terreno. Tiene la parte del bastone che sta lungo il terreno e butta via quella verticale. Due proprietà dell'ombra sono la definizione stessa di proiettore:
- l'ombra sta sempre sul terreno, qualunque sia l'inclinazione del bastone;
- l'ombra di un'ombra è l'ombra stessa: proiettare due volte è come proiettare una volta.
Con i vettori che conosci. Per proiettare $\vec v$ lungo un versore $\hat n$ si fa $\vec v \mapsto (\hat n\cdot\vec v)\,\hat n$. Il prodotto $\hat n\cdot\vec v$ è un numero (quanto di $\vec v$ c'è lungo $\hat n$), e $\hat n$ è la direzione in cui metterlo. In notazione di Dirac è identico:
$$P_\theta|\psi\rangle = |\theta\rangle\langle\theta|\psi\rangle = \underbrace{|\theta\rangle}_{\text{direzione}}\;\underbrace{\langle\theta|\psi\rangle}_{\text{numero}}.$$Il bra «mangia» lo stato in ingresso e restituisce un numero; il ket mette quel numero lungo la direzione $\theta$. Nel disegno i coefficienti sono reali, quindi lo stato si può disegnare come una freccia nel piano $H$-$V$.
Perché $|\theta\rangle\langle\theta|$ è un proiettore
Per definizione $P$ è un proiettore se $P^2 = P$ (proiettare due volte è come proiettare una volta) e se è hermitiano, $P^\dagger = P$. La prima proprietà, un passaggio alla volta:
$$P_\theta^2 = \big(|\theta\rangle\langle\theta|\big)\big(|\theta\rangle\langle\theta|\big) = |\theta\rangle\,\underbrace{\langle\theta|\theta\rangle}_{=\,1}\,\langle\theta| = |\theta\rangle\langle\theta| = P_\theta.$$- Nel primo passaggio scrivo il prodotto dei due operatori uno dopo l'altro.
- Nel secondo raggruppo il bra e il ket centrali: $\langle\theta|\theta\rangle$ è un numero, e vale 1 perché $|\theta\rangle$ è normalizzato. Lo stesso conto è a p. 40, con $\langle\psi|\psi\rangle$ al denominatore perché lì lo stato non è normalizzato.
- L'hermitianità segue dalla regola di p. 39, $(|\psi\rangle\langle\chi|)^\dagger = |\chi\rangle\langle\psi|$, con $\psi = \chi = \theta$.
In matrici. Si scrive $|\theta\rangle$ come colonna $\begin{pmatrix}\cos\theta\\ \sin\theta\end{pmatrix}$ e $\langle\theta|$ come riga $(\cos\theta\ \ \sin\theta)$; colonna per riga dà la matrice
$$P_\theta = \begin{pmatrix}\cos^2\theta & \cos\theta\sin\theta\\ \cos\theta\sin\theta & \sin^2\theta\end{pmatrix},\qquad P_H = P_{0°} = \begin{pmatrix}1 & 0\\ 0 & 0\end{pmatrix}.$$Per $P_H$ si vede a occhio: tiene la componente $H$ e azzera quella $V$, e al quadrato resta uguale. Per $\theta$ generico, l'elemento in alto a sinistra di $P_\theta^2$ è $\cos^2\theta\cos^2\theta + \cos^2\theta\sin^2\theta = \cos^2\theta(\cos^2\theta + \sin^2\theta) = \cos^2\theta$, uguale a quello di $P_\theta$; gli altri tre si controllano allo stesso modo.
Perché un polarizzatore è proprio questo operatore
| Proprietà di $P_\theta$ | Che cosa vedi sul banco ottico |
|---|---|
| L'uscita è sempre lungo $|\theta\rangle$ | La luce che esce è sempre polarizzata lungo l'asse del polarizzatore, qualunque fosse quella in ingresso |
| La lunghezza dell'uscita è $\langle\theta|\psi\rangle$ | La frazione che passa è $|\langle\theta|\psi\rangle|^2$; con $\psi = H$ viene $\cos^2\theta$, la legge di Malus |
| $P_\theta^2 = P_\theta$ | Un secondo polarizzatore identico dopo il primo non toglie più niente |
| Autovalore $1$, autovettore $|\theta\rangle$ | Un fotone già polarizzato lungo $\theta$ passa tutto |
| Autovalore $0$, autovettore $|\theta + 90°\rangle$ | Un fotone polarizzato perpendicolarmente viene bloccato del tutto |
Esempio. Un fotone $|H\rangle$ su un polarizzatore a $\theta$: $P_\theta|H\rangle = |\theta\rangle\langle\theta|H\rangle = \cos\theta\,|\theta\rangle$. Esce polarizzato lungo $\theta$, con probabilità $\cos^2\theta$ di passare.
Un singolo fotone non esce «accorciato»: o passa intero, e allora è nello stato $|\theta\rangle$, o non passa. Il vettore $P_\theta|\psi\rangle$ porta due informazioni insieme: la sua lunghezza al quadrato è la probabilità di passare, la sua direzione è lo stato dopo il passaggio. Che dopo la misura lo stato diventi $|\theta\rangle$ è il postulato della misura, che negli appunti non c'è ancora.
I conti con Dirac: tre regole
- Regola A, i numeri escono fuori: $\langle a|\,(c\,|b\rangle) = c\,\langle a|b\rangle$. È la linearità del prodotto scalare (p. 36).
- Regola B, il bra si distribuisce sulla somma: $\langle a|\big(|b\rangle + |c\rangle\big) = \langle a|b\rangle + \langle a|c\rangle$, come $\hat n\cdot(\vec u + \vec w) = \hat n\cdot\vec u + \hat n\cdot\vec w$.
- Regola C, la base è ortonormale: $\langle H|H\rangle = \langle V|V\rangle = 1$ e $\langle H|V\rangle = \langle V|H\rangle = 0$. Fisicamente: un fotone verticale non ha nessuna componente orizzontale (un polarizzatore $H$ lo blocca del tutto), uno orizzontale passa tutto.
Il prodotto scalare con Dirac, la ricetta
Il prodotto scalare $\langle\psi|\chi\rangle$ è un numero complesso che misura «quanto $\chi$ assomiglia a $\psi$». Il suo modulo quadro è una probabilità (p. 42). Si calcola sempre in quattro passi.
- Scrivi i due ket nella base. $$|\psi\rangle = \sum_i c_i\,|e_i\rangle,\qquad |\chi\rangle = \sum_j d_j\,|e_j\rangle.$$
- Trasforma il primo in bra, coniugando i coefficienti. $$\langle\psi| = \sum_i c_i^*\,\langle e_i|.$$ È qui che entra il complesso coniugato: viene dalla simmetria $(\psi,\chi) = (\chi,\psi)^*$ di p. 36.
- Moltiplica tutto per tutto (regole A e B): ogni termine del bra con ogni termine del ket. $$\langle\psi|\chi\rangle = \sum_i\sum_j c_i^*\,d_j\,\langle e_i|e_j\rangle.$$
- Usa l'ortonormalità (regola C): $\langle e_i|e_j\rangle = \delta_{ij}$, cioè $1$ se $i = j$ e $0$ altrimenti. Dei termini incrociati non resta niente: $$\boxed{\langle\psi|\chi\rangle = \sum_i c_i^*\,d_i}.$$
In matrici è la stessa cosa: il bra è la riga dei coefficienti coniugati, il ket è la colonna, e si fa riga per colonna,
$$\langle\psi|\chi\rangle = (c_1^*\ \ c_2^*)\begin{pmatrix}d_1\\ d_2\end{pmatrix} = c_1^*d_1 + c_2^*d_2.$$Due proprietà da tenere a mente. Scambiando l'ordine si ottiene il coniugato, $\langle\chi|\psi\rangle = \langle\psi|\chi\rangle^*$; quindi in generale l'ordine conta. Il prodotto di un vettore con se stesso è reale e positivo, $\langle\psi|\psi\rangle = \sum_i |c_i|^2 \ge 0$: è la norma al quadrato.
Quattro esempi con la polarizzazione
1. Una componente: $\langle\theta|H\rangle$. Con $|\theta\rangle = \cos\theta\,|H\rangle + \sin\theta\,|V\rangle$ i coefficienti sono $(\cos\theta, \sin\theta)$ e $(1, 0)$:
$$\langle\theta|H\rangle = \cos\theta\cdot 1 + \sin\theta\cdot 0 = \cos\theta.$$Al quadrato dà $\cos^2\theta$: la legge di Malus.
2. Due stati ortogonali: $|D\rangle = \tfrac{1}{\sqrt 2}(|H\rangle + |V\rangle)$ e $|\bar D\rangle = \tfrac{1}{\sqrt 2}(|H\rangle - |V\rangle)$, cioè $+45°$ e $-45°$. I coefficienti sono $\tfrac{1}{\sqrt 2}(1, 1)$ e $\tfrac{1}{\sqrt 2}(1, -1)$:
$$\langle D|\bar D\rangle = \tfrac12\big(1\cdot 1 + 1\cdot(-1)\big) = 0.$$Sono ortogonali: un fotone a $-45°$ non passa mai un polarizzatore a $+45°$. È l'esempio della fase relativa del paragrafo 1.
3. Perché serve il coniugato: la norma dello stato circolare $|R\rangle = \tfrac{1}{\sqrt 2}(|H\rangle + i\,|V\rangle)$. Con il coniugato il bra ha coefficienti $\tfrac{1}{\sqrt 2}(1, -i)$:
$$\langle R|R\rangle = \tfrac12\big(1\cdot 1 + (-i)\cdot i\big) = \tfrac12(1 + 1) = 1.$$Senza il coniugato verrebbe $\tfrac12(1 + i\cdot i) = \tfrac12(1 - 1) = 0$: uno stato fisico con norma zero, che è assurdo. Il coniugato serve proprio a rendere $\langle\psi|\psi\rangle$ reale e positivo.
4. Un prodotto complesso: $\langle R|D\rangle$, coefficienti $\tfrac{1}{\sqrt 2}(1, -i)$ per il bra e $\tfrac{1}{\sqrt 2}(1, 1)$ per il ket:
$$\langle R|D\rangle = \tfrac12\big(1\cdot 1 + (-i)\cdot 1\big) = \tfrac12(1 - i),\qquad |\langle R|D\rangle|^2 = \tfrac14\,|1 - i|^2 = \tfrac14\cdot 2 = \tfrac12.$$Il numero è complesso, ma la probabilità, cioè il suo modulo quadro, è reale: $\tfrac12$. Un fotone diagonale ha probabilità $\tfrac12$ di essere trovato circolare destro.
Perché $P_H|D\rangle = \tfrac{1}{\sqrt 2}|H\rangle$
Lo stato diagonale è $|D\rangle = \tfrac{1}{\sqrt 2}\big(|H\rangle + |V\rangle\big)$: metà $H$ e metà $V$, in fase. Applichiamo il proiettore:
$$P_H|D\rangle = |H\rangle\langle H|\;\tfrac{1}{\sqrt 2}\big(|H\rangle + |V\rangle\big).$$- Regola A. Il numero $\tfrac{1}{\sqrt 2}$ esce fuori: $$= \tfrac{1}{\sqrt 2}\;|H\rangle\;\langle H|\big(|H\rangle + |V\rangle\big).$$
- Regola B. Il bra $\langle H|$ si distribuisce sulla somma: $$= \tfrac{1}{\sqrt 2}\;|H\rangle\;\big(\langle H|H\rangle + \langle H|V\rangle\big).$$
- Regola C. I due prodotti scalari valgono $1$ e $0$: $$= \tfrac{1}{\sqrt 2}\;|H\rangle\;(1 + 0) = \tfrac{1}{\sqrt 2}\,|H\rangle.$$
Come si legge. Il numero tra parentesi al passo 2 è $\langle H|D\rangle = \tfrac{1}{\sqrt 2}$: quanto $H$ c'è dentro $D$. Il proiettore lo mette davanti al ket $|H\rangle$. La probabilità di passare è il modulo quadro dell'ampiezza: $|\langle H|D\rangle|^2 = \tfrac12 = \cos^2 45°$.
Perché $\tfrac{1}{\sqrt 2}$ e non $\tfrac12$. Il bra di $D$ si ottiene coniugando i coefficienti (qui reali). Con le tre regole:
$$\langle D|D\rangle = \tfrac12\big(\langle H|H\rangle + \langle H|V\rangle + \langle V|H\rangle + \langle V|V\rangle\big) = \tfrac12\,(1 + 0 + 0 + 1) = 1.$$Il quadrato di $\tfrac{1}{\sqrt 2}$ è $\tfrac12$, e due metà fanno 1: lo stato è normalizzato.
Lo stesso conto con le matrici
| Dirac | Matrici | Che cosa ottieni |
|---|---|---|
| ket $|\psi\rangle$ | vettore colonna | un vettore |
| bra $\langle\psi|$ | vettore riga, coefficienti coniugati | un vettore riga |
| $\langle a|b\rangle$ | riga × colonna | un numero |
| $|a\rangle\langle b|$ | colonna × riga | una matrice, cioè un operatore |
Nella base $\{H, V\}$: $|H\rangle = \begin{pmatrix}1\\0\end{pmatrix}$, $|V\rangle = \begin{pmatrix}0\\1\end{pmatrix}$, $|D\rangle = \tfrac{1}{\sqrt 2}\begin{pmatrix}1\\1\end{pmatrix}$, $\langle H| = (1\ \ 0)$.
$$P_H = |H\rangle\langle H| = \begin{pmatrix}1\\0\end{pmatrix}(1\ \ 0) = \begin{pmatrix}1\cdot 1 & 1\cdot 0\\ 0\cdot 1 & 0\cdot 0\end{pmatrix} = \begin{pmatrix}1 & 0\\ 0 & 0\end{pmatrix}$$ $$P_H|D\rangle = \begin{pmatrix}1 & 0\\ 0 & 0\end{pmatrix}\frac{1}{\sqrt 2}\begin{pmatrix}1\\1\end{pmatrix} = \frac{1}{\sqrt 2}\begin{pmatrix}1\cdot 1 + 0\cdot 1\\ 0\cdot 1 + 0\cdot 1\end{pmatrix} = \frac{1}{\sqrt 2}\begin{pmatrix}1\\0\end{pmatrix} = \frac{1}{\sqrt 2}\,|H\rangle$$ $$\langle H|D\rangle = (1\ \ 0)\,\frac{1}{\sqrt 2}\begin{pmatrix}1\\1\end{pmatrix} = \frac{1}{\sqrt 2}\,(1\cdot 1 + 0\cdot 1) = \frac{1}{\sqrt 2}$$Un secondo esempio, al contrario
Polarizzatore diagonale e fotone orizzontale: $P_D|H\rangle = |D\rangle\langle D|H\rangle$. Il bra di $D$ è $\langle D| = \tfrac{1}{\sqrt 2}\big(\langle H| + \langle V|\big)$, quindi con le regole A, B e C:
$$\langle D|H\rangle = \tfrac{1}{\sqrt 2}\big(\langle H|H\rangle + \langle V|H\rangle\big) = \tfrac{1}{\sqrt 2}(1 + 0) = \tfrac{1}{\sqrt 2},\qquad P_D|H\rangle = \tfrac{1}{\sqrt 2}\,|D\rangle.$$Esce un fotone diagonale, con probabilità $\tfrac12$: l'uscita è allineata al polarizzatore, non allo stato che è entrato.
Con coefficienti complessi, passando da ket a bra i coefficienti vanno coniugati: se $|R\rangle = \tfrac{1}{\sqrt 2}\big(|H\rangle + i|V\rangle\big)$, allora $\langle R| = \tfrac{1}{\sqrt 2}\big(\langle H| - i\langle V|\big)$. Dimenticare questo segno è l'errore più comune nei conti.
Nei libri: Shankar §1.8, es. 1.8.2 ricava autovalori e autovettori di un proiettore senza conti (p. 49).
Che cosa non è un proiettore
- L'osservabile $A = \begin{pmatrix}1 & 0\\ 0 & -1\end{pmatrix}$ non è un proiettore: $A^2 = \mathbb 1 \neq A$. Non filtra niente, assegna $+1$ agli stati $H$ e $-1$ agli stati $V$.
- Una lamina che ruota la polarizzazione non è un proiettore: non butta via niente, tutta la luce che entra esce.
Un proiettore è una domanda con risposta sì o no: «il fotone è polarizzato lungo $\theta$?». Per questo la decomposizione spettrale $A = (+1)\,P_H + (-1)\,P_V$ è fatta di proiettori: un'osservabile è un insieme di domande sì/no, una per ogni risultato possibile, ciascuna con il suo valore.
Che cos'è fisicamente un'osservabile?
Un cristallo birifrangente manda i fotoni $H$ in un rivelatore che segna $+1$ e i fotoni $V$ in un rivelatore che segna $-1$. L'operatore che lo descrive è
$$A = (+1)\,|H\rangle\langle H| + (-1)\,|V\rangle\langle V| = \begin{pmatrix}1 & 0\\ 0 & -1\end{pmatrix}.$$Questa è la decomposizione spettrale (R4), e si legge così: un'osservabile è l'elenco dei risultati possibili, ciascuno incollato al polarizzatore che seleziona gli stati che danno quel risultato con certezza.
Le proprietà degli autoaggiunti di p. 39 diventano requisiti fisici:
- autovalori reali, perché un rivelatore segna numeri reali;
- autoket di autovalori diversi ortogonali, perché un fotone $H$ non fa mai scattare il rivelatore $V$: risultati diversi devono essere perfettamente distinguibili.
3Secondo e terzo postulato, e la formula di Born (pp. 41-42)
Secondo postulato: a ogni osservabile corrisponde un operatore autoaggiunto, e i risultati possibili della misura sono i suoi autovalori. Ecco la quantizzazione: se lo spettro è discreto escono solo quei valori. Nel nostro esempio escono $+1$ o $-1$, mai $0.3$.
Terzo postulato: se ripeti la misura su tante copie preparate nello stesso stato, la media dei risultati è $\langle A\rangle_\psi = \langle\psi|A|\psi\rangle$, con $\psi$ normalizzato.
Da qui a Born, un passaggio alla volta
- Nella media inseriamo la decomposizione spettrale (R4): $$\langle\psi|A|\psi\rangle = \langle\psi|\Big(\sum_i a_i\,|a_i\rangle\langle a_i|\Big)|\psi\rangle.$$
- Per linearità la somma e i numeri $a_i$ escono fuori: $$= \sum_i a_i\,\langle\psi|a_i\rangle\langle a_i|\psi\rangle.$$
- Per la R2 con $A = \mathbb 1$ vale $\langle\psi|a_i\rangle = \langle a_i|\psi\rangle^*$, e un numero per il suo coniugato è il modulo quadro: $$= \sum_i a_i\,|\langle a_i|\psi\rangle|^2.$$
- In statistica la media di una grandezza che vale $a_i$ con probabilità $P(a_i)$ è $\sum_i a_i P(a_i)$. Confrontando: $$\boxed{P(a_i|\psi) = |\langle a_i|\psi\rangle|^2}.$$
Negli appunti il passo 4 è un «da cui segue». Per renderlo rigoroso (aggiunta mia): considera l'osservabile che vale $1$ se esce $a_j$ e $0$ altrimenti. Per p. 41 è la funzione $f(A)$ con $f(a_i) = \delta_{ij}$, cioè il proiettore $P(a_j)$. La sua media è $\langle\psi|a_j\rangle\langle a_j|\psi\rangle = |\langle a_j|\psi\rangle|^2$, e la media di una grandezza che vale $1$ quando succede un evento e $0$ altrimenti è, per definizione, la probabilità di quell'evento.
Verifica sull'esempio. Con $\psi = |D\rangle$: $P(+1) = |\langle H|D\rangle|^2 = \tfrac12$, $P(-1) = \tfrac12$ e $\langle A\rangle = (+1)\cdot\tfrac12 + (-1)\cdot\tfrac12 = 0$. È quello che ti aspetti da un fotone a $45°$.
4Osservabili compatibili e set minimo (pp. 42-43)
L'interferenza: p. 42 riletta con la doppia fenditura di p. 34
Prendiamo $|\psi\rangle = c_1|\psi_1\rangle + c_2|\psi_2\rangle$, dove $|\psi_1\rangle$ significa «è passato dalla fenditura 1» e $|\psi_2\rangle$ «è passato dalla 2». La probabilità di arrivare nel punto $a$ dello schermo è
$$P(a) = |c_1|^2|\langle a|\psi_1\rangle|^2 + |c_2|^2|\langle a|\psi_2\rangle|^2 + 2\,\mathrm{Re}\!\left(c_1^*c_2\,\langle a|\psi_1\rangle^*\langle a|\psi_2\rangle\right).$$- I primi due termini sono le due campane azzurre di p. 34: è quello che farebbero delle palline, le probabilità si sommano.
- Il terzo è il termine d'interferenza: produce le frange e dipende dalla fase relativa tra $c_1$ e $c_2$.
- Quando accendi le lampadine di p. 34 per vedere da dove passa l'elettrone, questo termine sparisce e resta la somma delle due campane: «è come se l'altra fenditura non ci fosse».
È la differenza tra uno stato puro, che è una sovrapposizione e ha il termine d'interferenza, e una miscela, in cui l'incertezza è classica e l'interferenza non c'è (margine di p. 42).
L'analogia. Pesca una carta da un mazzo. «È un 7» non basta a sapere quale carta sia, perché ce ne sono quattro: il valore è degenere. «7 di cuori» la identifica. Valore e seme si possono chiedere insieme senza disturbarsi: sono compatibili. Insieme etichettano ogni carta in modo unico, e nessuna delle due basta da sola: sono un set minimo. Aggiungere «colore rosso» non serve, perché il colore è già deciso dal seme.
La meccanica quantistica fa esattamente questo. I numeri quantici sono le risposte a un set minimo di domande compatibili, e servono a dare un nome unico a ogni stato di base.
Perché servono più osservabili. Se un autovalore $a$ ha più autoket indipendenti, dire «$A$ vale $a$» non individua lo stato, come «è un 7». Serve una seconda osservabile $B$ che distingua gli stati dentro quel gruppo, cioè dentro l'autospazio $\mathcal H_a$. Ma $B$ deve poter avere un valore preciso insieme ad $A$, e qui entra il teorema di p. 43.
Il teorema: $[A,B] = 0$ implica una base comune di autoket
- $B$ non fa uscire dall'autospazio di $A$. Se $A|a\rangle = a|a\rangle$, allora $$A\,(B|a\rangle) = B\,A|a\rangle = a\,(B|a\rangle),$$ dove nel primo passaggio ho scambiato $A$ e $B$, cosa lecita perché commutano. Quindi $B|a\rangle$ è ancora un autoket di $A$ con lo stesso autovalore: $B$ manda $\mathcal H_a$ in se stesso («$\mathcal H_a$ è invariante»).
- Caso non degenere. $\mathcal H_a$ ha dimensione 1, quindi $B|a\rangle$ è un multiplo di $|a\rangle$: $B|a\rangle = b|a\rangle$, e $|a\rangle$ è già autoket di entrambi.
- Caso degenere. Dentro $\mathcal H_a$, di dimensione $D$, l'operatore $B$ è una matrice hermitiana $D\times D$, quindi si può diagonalizzare lì dentro. Gli autoket trovati sono autoket di $B$ e restano autoket di $A$, perché ogni vettore di $\mathcal H_a$ lo è.
Un esempio da fare con carta e penna
In tre dimensioni, con base $e_1, e_2, e_3$:
$$A = \begin{pmatrix}1 & 0 & 0\\ 0 & 1 & 0\\ 0 & 0 & 2\end{pmatrix},\qquad B = \begin{pmatrix}0 & 1 & 0\\ 1 & 0 & 0\\ 0 & 0 & 1\end{pmatrix}.$$- Commutano: sia $AB$ sia $BA$ danno $\begin{pmatrix}0 & 1 & 0\\ 1 & 0 & 0\\ 0 & 0 & 2\end{pmatrix}$.
- $A$ da solo non basta: $a = 1$ è degenere, con autospazio generato da $e_1$ ed $e_2$. Inoltre $e_1$ non è autoket di $B$, perché $Be_1 = e_2$.
- Si diagonalizza $B$ dentro quell'autospazio: $\tfrac{1}{\sqrt 2}(e_1 + e_2)$ ha $b = +1$, $\tfrac{1}{\sqrt 2}(e_1 - e_2)$ ha $b = -1$. Il terzo vettore $e_3$ ha $a = 2$, $b = +1$.
- Le coppie $(a,b)$ sono $(1,+1)$, $(1,-1)$, $(2,+1)$, tutte diverse: la coppia etichetta ogni stato in modo unico.
- Anche $B$ da solo non basta: $b = +1$ compare due volte.
Quindi $\{A, B\}$ è un set completo di osservabili che commutano, ed è minimo: togliendone uno la degenerazione torna. Se una coppia $(a,b)$ fosse ancora ripetuta, servirebbe un terzo operatore $C$: è il $|a,b;c_i\rangle$ di p. 43.
Anticipazione: nell'atomo di idrogeno l'energia $E_n$ è degenere, e il set minimo è energia, $L^2$ e $L_z$ (più lo spin). Da lì nascono i numeri quantici $|n,l,m\rangle$.
5Heisenberg: che cosa dice e come si dimostra (pp. 44-45)
Che cosa dice. Prepari tante copie dello stesso stato $\psi$. Su metà misuri $A$, sull'altra metà misuri $B$. Ottieni due istogrammi larghi $\Delta A_\psi$ e $\Delta B_\psi$ (i grafici di p. 44). La relazione
$$\Delta A_\psi\,\Delta B_\psi \ge \tfrac12\,\big|\langle\psi|[A,B]|\psi\rangle\big|$$dice che nessuna preparazione rende stretti entrambi gli istogrammi, se $A$ e $B$ non commutano. È un limite sullo stato, non sullo strumento: per questo serve $\delta A \ll \Delta A_\psi$, cioè uno strumento più fine della larghezza intrinseca. E non riguarda misure fatte in sequenza («non stiamo facendo misure simultanee né sequenziali»).
L'esempio che conosci già: la fenditura di p. 34
Restringere la fenditura vuol dire stringere la posizione trasversale, $\Delta z \sim d$. Il primo minimo di diffrazione cade dove $\sin(\Delta\phi/2) = 0$ con $\Delta\phi = 2\pi$, cioè $\tfrac{2\pi}{\lambda}\,d\sin\theta = 2\pi$, quindi $\sin\theta = \lambda/d$. L'impulso trasversale si allarga di
$$\Delta p_z \sim p\sin\theta = \frac{h}{\lambda}\cdot\frac{\lambda}{d} = \frac{h}{d}.$$Il prodotto è $\Delta z\,\Delta p_z \sim h$, indipendente da $d$: stringi una distribuzione e l'altra si allarga. È la frase di p. 44 «modifico anche su B, allargandosi».
La dimostrazione in cinque passi
Notazione. Chiamiamo $\bar A = A - \langle A\rangle_\psi$ la versione centrata di $A$, e allo stesso modo $\bar B$. Sono ancora hermitiani, perché togliamo un numero reale per l'identità.
- Le varianze come lunghezze. Definiamo $|\xi\rangle = \bar A|\psi\rangle$ e $|\eta\rangle = \bar B|\psi\rangle$. Allora $$\langle\xi|\xi\rangle = \langle\psi|\bar A^\dagger\bar A|\psi\rangle = \langle\psi|\bar A^2|\psi\rangle = \Delta A^2_\psi,$$ usando che il bra di $\bar A|\psi\rangle$ è $\langle\psi|\bar A^\dagger$ e che $\bar A^\dagger = \bar A$. Negli appunti qui manca il quadrato. Allo stesso modo $\langle\eta|\eta\rangle = \Delta B^2_\psi$.
- Schwarz. Per due vettori qualsiasi $$|\langle\xi|\eta\rangle|^2 \le \langle\xi|\xi\rangle\,\langle\eta|\eta\rangle = \Delta A^2_\psi\,\Delta B^2_\psi.$$ Resta da stimare dal basso il numero complesso $z = \langle\xi|\eta\rangle = \langle\psi|\bar A\bar B|\psi\rangle$.
- Il prodotto spezzato in due. Vale $$\bar A\bar B = \tfrac12[\bar A,\bar B] + \tfrac12\{\bar A,\bar B\},$$ che si verifica sviluppando: $\tfrac12(\bar A\bar B - \bar B\bar A) + \tfrac12(\bar A\bar B + \bar B\bar A) = \bar A\bar B$.
- Parte reale e parte immaginaria. L'anticommutatore di due hermitiani è hermitiano, il commutatore è anti-hermitiano (margine di p. 44). La media di un hermitiano è reale: per la R2, $\langle\psi|H|\psi\rangle^* = \langle\psi|H^\dagger|\psi\rangle = \langle\psi|H|\psi\rangle$. Quella di un anti-hermitiano $K$, con $K^\dagger = -K$, soddisfa $\langle K\rangle^* = -\langle K\rangle$, quindi è immaginaria pura. Allora $$z = \underbrace{\tfrac12\langle\{\bar A,\bar B\}\rangle}_{\text{reale}} + \underbrace{\tfrac12\langle[\bar A,\bar B]\rangle}_{\text{immaginario puro}},$$ e per ogni numero complesso $|z|^2 = (\mathrm{Re}\,z)^2 + (\mathrm{Im}\,z)^2 \ge (\mathrm{Im}\,z)^2$. Buttare la parte reale è il «$\ge$» dell'ultima riga di p. 44.
- Togliere le barre. Sviluppando, $$[A - a\mathbb 1,\, B - b\mathbb 1] = [A,B] - b[A,\mathbb 1] - a[\mathbb 1,B] + ab[\mathbb 1,\mathbb 1] = [A,B],$$ perché l'identità commuta con tutto: sono i «tre termini su quattro che si semplificano» di p. 45. Mettendo insieme i passi 2, 4 e 5 e facendo la radice: $$\Delta A^2_\psi\,\Delta B^2_\psi \ge \tfrac14\,\big|\langle[A,B]\rangle_\psi\big|^2 \quad\Longrightarrow\quad \Delta A_\psi\,\Delta B_\psi \ge \tfrac12\,\big|\langle[A,B]\rangle_\psi\big|.$$
Verifica con la polarizzazione
Prendiamo $A = \begin{pmatrix}1 & 0\\ 0 & -1\end{pmatrix}$ (misura $H/V$) e $B = \begin{pmatrix}0 & 1\\ 1 & 0\end{pmatrix}$ (misura $\pm 45°$). Il commutatore è $[A,B] = \begin{pmatrix}0 & 2\\ -2 & 0\end{pmatrix} \neq 0$.
- Stato circolare $\psi = \tfrac{1}{\sqrt 2}(|H\rangle + i|V\rangle)$: $\Delta A = \Delta B = 1$ e $\langle[A,B]\rangle = 2i$. Il prodotto vale $1 \ge \tfrac12\cdot 2 = 1$: c'è uguaglianza. La luce circolare è massimamente incerta su entrambe le domande.
- Stato $\psi = |H\rangle$: $\Delta A = 0$, ma il limite inferiore vale $\tfrac12\,|\langle H|[A,B]|H\rangle| = 0$, quindi nessuna contraddizione. Il limite dipende dallo stato. Per posizione e impulso invece $[x,p] = i\hbar\,\mathbb 1$, e il limite $\hbar/2$ è lo stesso per ogni stato.
6Lo schema da tenere davanti
| Concetto | In una frase | Esempio concreto |
|---|---|---|
| Raggio | Vettori che differiscono per un fattore: stessa fisica, perché Born non cambia | $|H\rangle$ e $-|H\rangle$ |
| Fase relativa | Distingue stati diversi | $|H\rangle \pm |V\rangle$, diagonale a $\pm 45°$ |
| Proiettore | Un filtro che passa (1) o blocca (0) | Polarizzatore, legge di Malus |
| Osservabile | Risultati possibili incollati ai rispettivi proiettori | Cristallo birifrangente con uscite $\pm 1$ |
| Born | Probabilità = (ampiezza)$^2$ | $P = \cos^2\theta$ |
| Interferenza | Termine incrociato $2\,\mathrm{Re}(\dots)$ | Frange della doppia fenditura; spariscono con le lampadine |
| Compatibili | $[A,B] = 0$ se e solo se esiste una base comune | Valore e seme di una carta |
| Set minimo | Il minimo numero di domande compatibili che etichettano ogni stato | Numeri quantici $n, l, m$ |
| Heisenberg | Se $[A,B]\neq 0$, nessuna preparazione stringe entrambe le distribuzioni | Fenditura stretta, diffrazione larga |
Per approfondire, pagine fisiche dei PDF secondo la mappa del vault (non rilette per questa pagina). Postulati: Shankar 4.1-4.2 p. 133; Picasso capp. 3-4 pp. 53-103; Sakurai 1.1 e 1.4 pp. 8s-26. Indeterminazione: Shankar 9.1-9.5 p. 255; Sakurai 1.4 p. 18d. Per giocare con le fenditure: Banco delle fenditure.
Per verificare di aver capito
Il fotone è nello stato $\tfrac{1}{\sqrt 2}(|H\rangle - |V\rangle)$. Qual è la probabilità che passi un polarizzatore a $+45°$? E come si confronta con lo stato $\tfrac{1}{\sqrt 2}(|H\rangle + |V\rangle)$, che sulla misura $H/V$ dà esattamente le stesse probabilità? Se la risposta ti torna, hai in mano la differenza tra fase globale e fase relativa, che è la chiave di tutta la lezione.
Seconda prova, sui proiettori: un fotone $|H\rangle$ attraversa un polarizzatore a $45°$ e poi uno a $90°$. Calcola $P_V\,P_{45°}\,|H\rangle$ partendo da destra: prima $P_D|H\rangle$, poi applica $P_V$ al risultato (ti serve $\langle V|D\rangle$). Che probabilità ottieni? E senza il polarizzatore centrale, cioè con $P_V|H\rangle$?